
La presidente Elena De Nadai ha introdotto il profilo del prof. Gino Gerosa, noto cardiochirurgo e attuale Assessore alla Sanità della Regione Veneto, e il focus sulle attuali sfide del sistema sanitario regionale (innovazione, tecnologia, sostenibilità).
Sono stati inquadrati i principi costituzionali della tutela della salute, la sostenibilità economica (Fondo Sanitario Nazionale vs costi regionali), l’impatto demografico sulla cronicità, e la re-ingegnerizzazione territoriale con priorità su Case/Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.
La visione dell’assessore sull’evoluzione della Sanità è che si deve passare da un modello centrato sull’ospedale a uno basato sul territorio, affrontando le cronicità prima che arrivino in pronto soccorso e rendendo il cittadino partner consapevole del sistema. Inoltre, bisogna superare il concetto di salute come assenza di malattia, abbracciando il benessere psicofisico e sociale.
L’innovazione, inclusa l’intelligenza artificiale (IA), va valutata per il suo impatto reale e non deve sostituire, ma potenziare, le decisioni umane. L’IA deve ridurre l’errore umano, non sostituire il medico.
La sostenibilità del sistema sanitario dipende dall’appropriatezza delle prestazioni e da un’efficace gestione del capitale umano, non da un aumento indiscriminato dell’offerta che induce ulteriore domanda, creando un ciclo insostenibile.
E’ stato sottolineato che la vera emergenza non è la carenza di medici, ma quella di infermieri, da risolvere con maggior riconoscimento normativo ed economico.
Anche la prevenzione e la consapevolezza del Cittadino nei suoi confronti svolgono un ruolo fondamentale per la sostenibilità del sistema. Ogni euro investito in prevenzione genera un risparmio di circa 14-15 euro in cure future.
Ampio spazio è stato dato al tema delle liste d’attesa in rapporto all’ appropriatezza prescrittiva, al ruolo dell’IA a supporto dei Medici di Medicina Generale (MMG), all’ integrazione pubblico-privato in chiave sussidiaria e a nuovi modelli di finanziamento basati sul percorso diagnostico-terapeutico e suglioutcome.
La leva più potente per la sostenibilità è ridurre il divario tra aspettativa di vita e quella in buona salute. Nella nostra Regione, la consapevolezza che la salute della popolazione è un asset strategico per la produttività e stabilità economica ha condotto all’ l’iniziativa Carta di Padova, “Universum Salus”, all’accordo con Confindustria Veneto Est per prevenzione in azienda e alla pianificazione degli Stati Generali della salute.
Nel dibattito conclusivo sono emersi piani per reti interregionali sui farmaci ad alto costo, registri di outcome per device, criterievidence-basedper la robotica, “prenotazione in uscita per i MMG, riorganizzazione digitale (Consorzio Arsenal e Azienda Zero), controllo produttività/aderenza ai percorsi diagnostico-terapeutici, e il progetto “Venetilongevi e in buona salute”.
Chiusura con note sull’ “ospedale liquido” come scelta strategica sostenibile.
Carlo Riccardo Rossi
