
Si è concluso il service “Luoghi Invisibili: passeggiare tra storia, memoria e curiosità”, un innovativo service del Rotary Club Trento ideato e portato a termine dai soci Roberto Codroico e Antonio Frattari che ha messo come obiettivo il benessere cognitivo e l’inclusione sociale.
Non è stato solo un ciclo di incontri, ma un vero e proprio viaggio nella memoria e nella consapevolezza. Pensato per rispondere alle avvisaglie di fragilità cognitive degli utenti del Green Center di Trento, il service ha puntato tutto su una strategia multidisciplinare: stimolare le funzioni cognitive attraverso il racconto della bellezza urbana. Gli operatori della struttura, afferente alla Civica di Trento, che hanno collaborato fianco a fianco con i promotori, hanno visto nascere un percorso capace di valorizzare le dimensioni emotive e fisiche dei partecipanti, partendo dal presupposto che la qualità della vita passi necessariamente per la partecipazione sociale e il rafforzamento dell’autonomia.
Il progetto ha preso vita tra le strade di Trento, trasformando la città in un museo a cielo aperto. Attraverso una serie di conferenze e passeggiate tematiche, i due soci del Rotary Club hanno fatto riscoprire ai partecipanti siti spesso familiari, ma questa volta letti sotto una luce nuova: quella dell’evoluzione storica e del patrimonio culturale. Ogni appuntamento ha cercato di far emergere il “genius loci”, quel legame profondo tra gli spazi fisici e le storie delle persone che li hanno abitati e di cui i partecipanti sono culturalmente eredi. Non si è trattato di semplici lezioni, ma di esercizi di riflessione e attivazione cognitiva che avevano come obiettivo il promuovere un benessere globale.
Il calendario, serrato ma ragionato, ha previsto dieci incontri con cadenza quindicinale tra l’ottobre 2025 e il maggio 2026, con una necessaria pausa invernale dettata dal clima. Ogni sessione è durata circa due ore, iniziando con una conferenza, con supporti multimediali, per inquadrare il sito storico e proseguendo con la visita sul campo, un metodo che ha favorito il dialogo e l’apprendimento collettivo tra tutti i presenti.
Per rendere l’esperienza ancora più profonda, la maggior parte delle spiegazioni è stata inserita in una cornice storica più ampia. Non ci si è limitati al territorio trentino: lo sguardo si è allargato alla Mitteleuropa e all’Italia centro-settentrionale. Questa scelta ha permesso di collocare l’identità di Trento all’interno di processi sociali e storici più ampi, per dare, così, ai partecipanti una comprensione critica della città e, di riflesso, un più forte senso di appartenenza.
L’innovazione è stata anche a livello comunicativo. I relatori hanno scelto un registro chiaro e accessibile, senza però mai sacrificare il rigore scientifico e la coerenza storica. Ogni intervento è stato accompagnato da materiali iconografici semplificati, layout e soprattutto disegni studiati appositamente per facilitare la visione e la comprensione a tutti. È stata proprio questa cura per i dettagli a rendere le presentazioni coinvolgenti e a trasformare il pubblico in protagonista, dimostrando come la cultura possa diventare un potente strumento di cura e integrazione sociale.
I temi trattati nel corso delle dieci giornate sono confluiti in una pubblicazione a stampa, volta non soltanto a documentare l’esperienza trascorsa, ma soprattutto a delinearne il rigore metodologico. L’auspicio è che tale opera possa costituire il presupposto teorico e pratico per la progettazione di futuri percorsi, nei quali la dimensione culturale si configuri come volano ideale per coniugare sinergicamente educazione, socializzazione e inclusività. L’opera edita dalla Civica di Trento è a distribuzione gratuita; per gli interessati rivolgersi al RC di Trento.
Roberto Codroico e Antonio Frattari
